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Attacchi hacker, quali sono le conseguenze operative per l’azienda?

Che cos’è un attacco informatico?

Un attacco informatico è un’azione voluta che mira a compromettere, sottrarre o distruggere informazioni digitali. Può avere conseguenze operative ed economiche gravi per le aziende, con costi medi di diversi milioni di euro.

Un data breach avviene attraverso un accesso non consentito a reti o dispositivi. I malintenzionati effettuano attacchi per vari scopi, utilizzando diversi metodi come malware, ingegneria sociale e furto di credenziali. Si prevede che entro il 2025, la criminalità informatica causerà danni economici per 10,5 trilioni di dollari a livello globale. 

Perché e per mano di chi avvengono gli attacchi informatici? 

Quando si pensa a un attacco informatico la mente va chiaramente alla figura dell’hacker o del gruppo criminale che tenta di violare spazi personali o aziendali per poter minacciare la propria vittima, chiedendo un riscatto, solitamente in criptovalute, o vendendo i dati ottenuti. 

Quello criminale è certamente il fine più comune e famoso, ma ce ne sono anche altri due da considerare: 

  • Fine personale: ad esempio un dipendente recentemente licenziato potrebbe colpire la propria azienda, oppure una persona potrebbe volersi vendicare del proprio ex partner 
  • Fine politico: tornato alle luci della ribalta grazie ai recenti conflitti, sono tristemente famose le guerre informatiche (spesso parallele a quelle fisiche), così come i casi di hacktivismo o terrorismo digitale. 
  • Altri fini, quali ad esempio una sfida personale, hacking etico, spionaggio aziendale… 

Gli attacchi informatici sono generalmente compiuti da entità esterne, quali organizzazioni criminali o singoli hacker, ma possono arrivare anche dall’interno, ad esempio qualora individui interni all’azienda con accessi legittimi abusino delle proprie autorizzazioni. 

Quali sono le conseguenze operative di un attacco informatico? 

Come abbiamo visto, i cybercriminali solitamente cercano un modo per fare soldi, che sia sottraendoli direttamente oppure criptando dati finanziari, informazioni sui clienti, credenziali o proprietà intellettuali. In alcuni rari casi, il loro obiettivo può anche essere causare interruzioni e fermi all’azienda vittima dell’attacco. Il fermo di un’azienda è senza dubbio una delle conseguenze più temute di un attacco informatico.

Le aziende possono quindi affrontare interruzioni di servizio, perdite di dati e danni finanziari. Ad esempio, tramite un malware è possibile per gli hacker bloccare i sistemi aziendali; tramite un attacco SQL invece i criminali sono in grado di alterare o sottrarre dati all’azienda; tramite un ransomware (uno specifico tipo di malware), è possibile bloccare specifiche risorse in modo da poter chiedere un riscatto.

E ancora, tramite attacchi DOS è possibile mettere fuori uso server o sistemi informatici, il phishing mira ad ingannare persone fisiche per spingerle a comunicare dati sensibili. Ma il danno non è soltanto quello immediato, facilmente rilevabile e quantificabile: ci sono costi per indagare e risolvere l’attacco, possibili danni alla reputazione, l’eventuale riscatto (che ai fini legali non sarebbe però consentito pagare) e le multe previste dal GDPR per la mancata protezione dei dati. 

Secondo alcuni report, la risorsa più a rischio è proprio la reputazione aziendale: stando a una ricerca di Forbes, il 46% delle aziende a seguito di un attacco ha subito danni al valore del proprio marchio e alla propria credibilità aziendale. 

Il costo per le aziende di un singolo attacco informatico a un’azienda si aggira in Italia attorno ai 2,90 milioni di euro: una cifra importante, che tiene conto dei danni economici diretti (procedure di Incident Response e ripristino) e indiretti (sanzioni, fermi operativi, mancati guadagni). 

Riduzione del rischio di attacchi informatici nelle aziende 

Per contrastare le minacce cyber e ridurre le conseguenze di un attacco informatico, le aziende dovrebbero adottare misure di sicurezza informatica, per tutelare sistemi e dati critici attraverso tecnologie, competenze umane e protocolli operativi. 

Strategie di prevenzione degli attacchi

L’identificazione e la salvaguardia dei beni aziendali più preziosi si realizzano attraverso una gestione delle minacce efficace, che include: 

  • gestione delle identità e degli accessi (IAM), per esempio tramite l’autenticazione multi-fattore e l’uso di password robuste, che assicura l’accesso solo agli utenti autorizzati 
  • utilizzo di VPN da parte del personale in smart working per la connessione sicura alle risorse aziendali 
  • piattaforme di sicurezza dei dati e strumenti di prevenzione della perdita di dati (DLP) che criptano i dati sensibili, ne monitorano l’uso e avvisano in caso di comportamenti anomali 
  • backup dei dati periodici per mitigare i danni derivanti da eventuali violazioni 
  • protezione contro l’accesso non autorizzato alla rete e blocco del traffico dannoso grazie ai firewall 
  • programmi di formazione sulla sicurezza per riconoscere e scongiurare minacce come il phishing 
  • politiche di gestione delle vulnerabilità, inclusi aggiornamenti regolari e test di penetrazione, per correggere prontamente le falle di sicurezza 
  • strumenti di gestione della superficie di attacco (ASM) per individuare e sanare punti deboli prima che possano essere sfruttati dagli hacker 
  • soluzioni di Unified Endpoint Management (UEM) che estendono le politiche di sicurezza su tutti i dispositivi collegati alla rete aziendale 

Identificazione degli attacchi in corso 

Nonostante tutti gli sforzi di che vanno messi in atto per la prevenzione degli attacchi informatici, è impossibile di prevenire ogni attacco con certezza. Questo porta quindi le aziende ad investire anche in sistemi di rilevamento: 

Infine, nel caso in cui un attacco superasse la barriera di prevenzione e venisse identificato, diventa cruciale avere un piano di intervento stabilito e collaudato grazie a: 

  • sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM) che aggregano gli avvisi di sicurezza provenienti da vari strumenti di difesa interni 
  • piattaforme di threat intelligence che arricchiscono gli avvisi di sicurezza per un’analisi più accurata delle minacce 
  • software antivirus che scansionano e rimuovono malware in maniera proattiva 
  • srocessi avanzati per la scoperta di minacce latenti nella rete, come le APT (Advanced Persistent Threat) 

Intervento in caso di attacchi 

  • Piani di risposta agli incidenti che aiutano a contenere, eradicare gli attacchi e recuperare i sistemi, riducendo anche i costi legati alle violazioni dei dati fino al 58% 
  • Soluzioni di orchestrazione della sicurezza, automazione e risposta (SOAR) per una gestione coordinata e tempestiva degli attacchi 
  • Soluzioni di rilevazione e risposta estese (XDR) che unificano la sicurezza a più livelli per automatizzare la prevenzione, il rilevamento, l’analisi e la risposta agli attacchi, potenziando la ricerca proattiva delle minacce

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